Talent Retention
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PERCHÉ LA TALENT RETENTION GENERA VALORE E OTTIMIZZA I COSTI AZIENDALI

Una ricerca condotta da Dale Carnegie Training su oltre 3.300 lavoratori da 14 paesi nel mondo ci conferma che ancora oggi uno dei maggiori problemi per i manager aziendali è la Talent Retention.
La ricerca ha rilevato che su tutto il campione soltanto il 17% dei dipendenti si sente soddisfatto del proprio lavoro, il 16% sta cercando un posto di lavoro e il 25% degli intervistati cercherà un nuovo lavoro entro il prossimo anno.
La perdita di un collaboratore porta ad un aumento del costo del lavoro per il Suo sostituto che può arrivare anche al 50%.
Fatto 100 lo stipendio del dipendente uscente, è molto probabile che il nuovo assunto verrà trovato dopo qualche mese, con una fee di recruiting pari al 10% della Sua RAL ed un incremento di RAL di almeno il 10% rispetto all’attuale dimissionario, senza trascurare il costo della formazione in azienda nei primi mesi.

Purtroppo, il dato che maggiormente preoccupa è un altro:

il 75% delle persone intervistate vorrebbe lasciare il proprio capo, ma non ha intenzione di lasciare il proprio lavoro.

Significa che molte persone in azienda non cambieranno posto di lavoro, ma non performeranno al meglio proprio perché non si sentono coinvolte dai propri capi, preferendo “vivacchiare” ed essere tranquilli. Una situazione di questo tipo ha un impatto ancor più negativo per le aziende, in quanto le persone con maggior talento troveranno altra occupazione, mentre rimarranno persone insoddisfatte e poco ingaggiate in azienda, trasformando la risorsa in un costo.
Lo smartworking le organizzazioni agili tanto richieste in questo periodo richiedono maggior responsabilizzazione di ogni singola risorsa, mentre le statistiche ci raccontano che i nostri collaboratori, preferiranno avere meno responsabilità in quanto poco ingaggiati.
Per questo motivo è importante supportare una Talent Retention di qualità dove ogni collaboratore lavora in azienda perché è parte consapevole del progetto di business.
Il collaboratore ha chiaro il senso e la finalità del proprio lavoro e ne condivide i valori con il proprio team e l’azienda.

Qual è, di conseguenza, il compito dell’HR?

Il compito dell’HR è farsi contaminare da altre discipline e così come il marketing si sta concentrando sempre di più sulla costumer experience così gli HR devono costruire e disegnare nuove Employee Experience di valore. Roberto Battaglia HR di Intesa San Paolo conferma che “Al tempo del lavoro che “non è più quello di una volta” non basta chiederci come attrarre, trattenere e valorizzare le persone. Serve dare loro un senso per stare, bene, nella nostra organizzazione.”

Per questo motivo l’HR deve spostare il focus rispetto agli strumenti classici e concentrarsi nel progettare e disegnare esperienze per i propri collaboratori in modo tale che le organizzazioni siano guidate dalla motivazione di ognuno rispetto a disposizioni gerarchiche o policy aziendali. 

Con questa nuova contaminazione tra HR e Marketing si passa dalla progettazione di processi al design di esperienze rilevanti per le persone. 

Persone soddisfatte che possano riconoscersi nel proprio ruolo e nella propria azienda contribuiranno ad un ambiente di lavoro sereno favorendo, ora, l’attrazione di nuovi talenti!

Employee Experience Journey

Partendo dalla definizione dei valori aziendali sarà fondamentale utilizzare gli strumenti digitali e di marketing internamente al fine di diffondere e spiegare la cultura aziendale con l’obiettivo di creare un percorso che accompagna i collaboratori dal primo contatto con l’azienda fino alla fase di off boarding. La connessione tra gli obiettivi aziendali ed i bisogni dei propri collaboratori potrà garantire un Employee Experience di valore e maggiore coinvolgimento di tutti gli attori aziendali.

 

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