HOMER SIMPSON E IL TALENTO NASCOSTO

Chi non conosce I Simpson alzi la mano!

La sitcom animata statunitense è certamente nota a tutti, dalla generazione Baby Boomers alla iGeneration passando per i Millennials.

Homer è il capofamiglia dei Simpson e lavora alla centrale nucleare di Springfield, personifica molti stereotipi della classe lavoratrice (non solo di quella americana): è maldestro, pigro ignorante e politically INcorrect. Insomma Homer sembrerebbe incarnare l’incubo di molti: mogli, figli e datori di lavoro. Come è possibile allora che Homer abbia una famiglia, degli amici ed un posto fisso?

La risposta è semplice, ma non banale: chi gli sta accanto è capace di individuare e far emergere i suoi talenti nascosti (a volte anche profondamente nascosti!).

Quanti Homer Simpson abbiamo in azienda? E quanto siamo disposti ad esporci per far emergere i loro talenti?

Molte aziende stanno cercando di capire (giustamente) come attrarre nuovi talenti, ma è altrettanto importante e strategico non dimenticare chi sta già navigando con noi.

La gestione dei talenti deve certamente indirizzarsi ai giovani talenti, ma in un’ottica di continuità e non di contrapposizione.

Diventa infatti fondamentale e strategico operare su entrambi i fronti focalizzandosi sullo sviluppo dei talenti di tutte le persone, anche dei nostri Homer.

Le aziende oggi, per essere vincenti, devono rimettere al centro le persone, dico persone e non dipendenti perché anche i termini utilizzati fanno la differenza nel diffondere quella che dovrebbe essere una cultura e non solo una mera manovra di profitto; dico cultura perché mi piacerebbe che l’attenzione alle persone, anche e soprattutto in ambito aziendale, diventasse elemento costitutivo della personalità morale, della spiritualità e della consapevolezza di sé e del proprio mondo.

Sempre più spesso oggi sentiamo parlare di talenti, di engagement, di evolvement e di value, ma quanto veramente ci crediamo? Non inganniamoci, è tanto facile parlarne quanto difficile concretizzare delle azioni volte a raggiungere l’obiettivo di mettere al centro dell’organizzazione le persone, sono però profondamente convita che, per quanto difficile, non solo sia possibile ma anche necessario.

Credere nelle persone e prendersene cura non significa certo essere buonisti, non significa impostare una organizzazione del lavoro senza regole, lasciando il tutto all’autodeterminazione, ciò renderebbe vera una delle più famose affermazioni di Homer Simpson “Tentare è il primo passo verso il fallimento“. Significa piuttosto credere fermamente che attraverso la presenza, il confronto, la condivisione si possa puntare ad una crescita e ad uno sviluppo comune.

È chiaro che ogni azienda sul mercato persegue degli obiettivi di guadagno economico, di qualità ed eccellenza, di leadership, e di soddisfazione delle persone; il punto che fa la differenza sta nella priorità che l’azienda assegna ad ognuno di questi obiettivi e alla ricaduta che gli uni hanno sugli altri.

Ed è sempre Homer a renderci chiaro il concetto: <<Se non ti piace il tuo lavoro, non scioperare, basta che tu lo faccia a metà>>.

Personalmente, per cultura e non per puro calcolo economico, sono persuasa che mettere le persone al centro dell’organizzazione è la strategia vincente per le aziende che vogliono essere leader nel mercato (ed oggi molti BIG se ne stanno accorgendo e stanno lavorando in questa direzione).

È vero che coinvolgimento e crescita delle persone non sono risultati facili da ottenere e che non esistono metodi universalmente validi da applicare a qualsiasi realtà, ma è altrettanto vero che esistono metodi giusti e appropriati al contesto in cui ci si trova.

Avere il coraggio di credere nelle persone può fare la differenza e può far si che non bisogna attendere la fine della puntata perché si risvegli in Homer Simpson il sentimento e la coscienza di essere parte di qualcosa di più e di collaborare attivamente per raggiungere uno scopo perché senza scopo il progresso diventa banale e insoddisfacente.

Sei curioso di scoprire qual è il talento nascosto dei tuoi collaboratori?

Entriamo in contatto su Linkedin oppure scrivimi a caterina.matacera@hicsrl.com

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